TAVOLO CITTÀ

 

 

Report Tavola Città, a cura di Sophie Brunodet e di Patrizia Di Lorenzo

 

Il secondo appuntamento de Il sasso nella scarpa si è svolto con la partecipazione attiva di un gruppo di 15 cittadin*, per due terzi donne, la cui età variava dai 30 ai 50 anni. Il laboratorio condotto da Sophie Brunodet e Patrizia Di Lorenzo si è tenuto presso la Casa del Teatro ragazzi e giovani di Corso Galileo Ferraris a Torino.

La caratteristica del Tavolo Città è stata quella di aver proposto alla cittadinanza gli stessi stimoli dati nel Tavolo Scuola. Nel corso di due ore e mezza si sono alternati momenti di riflessione individuali a momenti di confronto in piccolo gruppo e successiva condivisione. Il dialogo e il confronto sono stati protagonisti.

A partire dalla visione di un frammento dell’opera del Bernini “Apollo e Dafne”, in particolare l’abbraccio di Apollo sul ventre di Dafne, si è sollevato un interessante dibattito intorno al tema del possesso. L’iniziale senso di armonia e di erotismo trasmesso dall’immagine si è poi sviluppato nel confronto del gruppo nella considerazione di come, tanto nelle rappresentazioni quanto nella vita reale, tra uomini e donne capiti che ci sia un equilibrio più di forma che di sostanza. Il Possesso domina in certe rappresentazione del maschile e del femminile e dalla riflessione tra le/i presenti, stupisce scoprire che talvolta l’equilibrio sia in realtà solo ciò che appare di una costrizione più profonda. Equilibrio che, in realtà, è staticità costretta. Così, se l’abbraccio di Apollo è socialmente inteso esempio di amore passionale, a guardarlo più da vicino, può trasmettere anche un senso di disagio e rivelare quello che, in realtà, è esplicito nel mito di Ovidio. La discussione su questo punto si è chiusa con l’affermazione di uno dei partecipanti che si è detto stupito del fatto di poter scoprire tante suggestioni così nuove da qualcosa che sembrava assolutamente noto. Il gruppo si è unito a lui nell’affermare quanto ciò sia bello e importante.

 

E’ stato chiesto poi alle/ai presenti di suddividersi in gruppetti. Individualmente ciascun* doveva scegliere l’immagine che più le/li rappresentasse tra la molteplicità di stampe eterogenee fornite e, dopo un confronto in piccolo gruppo, una/un portavoce doveva raccontare a tutt* quanto emerso prevalentemente in ogni gruppetto. In molt* hanno messo in primo piano il tema della solitudine. Una solitudine non inquietante, anzi, intesa come ricerca del sé, spazio interiore, desiderio di un percorso da affrontare a partire dalle proprie radici per poi anche aprirsi all’altro e all’infinito che si trova all’esterno di sé. Nel Tavolo Città è emerso chiaramente come la voglia di introspezione non sia caratteristica appannaggio del femminile. La ricerca come scoperta di sé, la voglia di relazioni e di genitorialità sono esperienze proprie anche agli uomini. Il rapporto con sé e con l’altro, che sia persona, natura, mondo sono elementi fondamentali della storia di ciascun*.

Le donne e gli uomini che hanno partecipato al Tavolo Città hanno dunque portato una complessità e una varietà di esperienze e sensibilità enorme. In molte/i hanno commentato, a seguito della visione di una serie di immagini pubblicitarie, come la vita vissuta dalle persone realmente esistenti, superi di molto gli stereotipi che continuano a essere riprodotti dalle pubblicità. Molte rappresentazioni sono state considerate portatrici di visioni svilenti e depauperanti, quando non proprio disumanizzanti e paradossali, rispetto alla realtà, capaci anche di condizionarla. Le/i partecipanti, infatti, hanno affermato quanto certi tipi di rappresentazioni sostengano, più che contrastare, il riprodursi di ruoli e di relazioni tra i sessi caratterizzate dallo squilibrio: “aprono le porte a un certo tipo di realtà, o quantomeno non le chiudono” ha detto una ragazza. Le pubblicità riducono i rapporti tra i sessi a forme asimmetrie, gerarchie, di dominazione e compiacenza, se non addirittura all’assenza di relazione, come se fosse una scelta imprescindibile quella di contrapporre e di distanziare femminilità e maschilità, insistendo più sulle differenze tra i sessi, piuttosto che su ciò che li accomuna. E’ stata condivisa la recriminazione per la scarsità di relazioni positive e ricche tra uomini e donne nelle rappresentazioni pubbliche.

 

Non sembra, dunque, trovare riscontro nell’esperienza e nelle riflessioni emerse nel Tavolo l’insistenza con cui nelle immagini pubbliche è proposta una visione così rigidamente dicotomica dell’umano, articolata tutta sul genere. E ciò pare accomunare il Tavolo Città al Tavolo Scuola. In entrambi sono prevalsi l’importanza dell’individualità personale, della molteplicità e la centralità della relazione.

Tavoli differenti, ma Il sasso nella scarpa che non permette di camminare in modo disinvolto pare essere lo stesso per entrambi. Giovani e adulti si incontrano nel valore attribuito alla personalità di ciascun* e alla relazione.