ODI è un progetto di Collettivo Biloura, nato nel 2015 come laboratorio teatrale, documentario video-etno-antropografico e spettacolo teatrale con richiedenti asilo provenienti dalla Nigeria, residenti ad Alice Superiore (Valchiusella), e ragazzi italiani del luogo. Durante questo percorso si sono costruite le basi di un “progetto ODI”, e cioè di un percorso laboratoriale che si rivolgesse a situazioni interculturali non professionali e in condizione di fragilità. ODI è pertanto un format – sperimentato - che permette di condurre una formazione teatrale che segue dei princìpi costanti in circostanze di volta in volta leggermente diverse.

 

Gli orizzonti fondamentali di ODI sono:
• il teatro come mezzo e non come fine
• il teatro oltre la parola
• il teatro come spazio di dialogo tra individualità e collettività

ODI 2018 - Parigi

A febbraio 2015 ODI è stata invitato a Parigi dall'attrice Elisa Giovannetti, curatrice di un mese di programmazione del "The Dome", il teatro temporaneo "della speranza" costruito dalla compagnia inglese The Good Chance all'interno del campo di prima accoglienza La Bulle.

Il progetto The Dome, dopo l'esperienza di Calais nel 2015, ricrea teatri tenporanei in diversi campi profughi europei, invitando artisti come BILOURA a condurre un percorso laboratoriale in situazioni di grande fragilità.


ODI 2015 - Valchiusella

 

I partecipanti della prima sessione di "ODI" hanno elaborato le tragedie attraverso le quali sono passati mentre transitavano in Libia e sul Mar Mediterraneo al fine di trovare una vita migliore e più sicura in Europa. Essi non solo hanno trovato nella creatività gli strumenti per elaborare i loro vissuti, ma si sono anche presentati davanti al pubblico italiano come persone di talento, esprimendo soprattutto i loro desideri per il futuro.
Così facendo, essi hanno concretamente contribuito a scalfire il muro che separa italiani e migranti.

 

 

 

Il percorso artistico del gruppo è stato documentato dalla filosofa, regista e antropologa Sara Casiccia, la quale ha scelto "ODI" (prima sessione) come oggetto di tesi di Laurea Magistrale presso la facoltà di Antropologia dell'Università degli Studi di Torino. Il documentario è di per sé strumento prezioso e utilissimo alla sensibilizzazione di ampio pubblico internazionale, esso permette la diffusione di questo dialogo tra le culture avvenuto in campo artistico, diffusione quantomai importante nell'Europa di oggi, dove la questione della trasformazione dell'identità culturale occidentale è vissuta con ansia.