ODI

"ODI" è iniziato nel 2015 in Valchiusella (TO) come percorso teatrale e video della durata di 4 mesi , affrontato insieme con un gruppo di circa 30 richiedenti asilo provenienti dalla Nigeria, al tempo ospitati in una casa a più piani nel centro del paesino di Alice Superiore, a pochi metri dalla sala prove di BILOURA.


E' stata un'esperienza che ha lasciato il segno, così, al termine del workshop-documentario etnoantropografico, BILOURA ha deciso di trasformare "ODI" in un laboratorio permanente, che agisce laddove vi sia una situazione interculturale critica.

ODI è un percorso di espressione creativa senza barriere linguistiche e con attenzione alle diverse sensibilità culturali, uno spazio-tempo privilegiato di aggregazione e integrazione, di comprensione e valorizzazione del singolo all’interno del gruppo interculturale, utilizzando il teatro e il cinema come strumenti per l’espressione e il benessere della persona.

 

ODI è gestito dall'attrice e pedagoga Silvia Ribero e dalla cineasta e antropologa Sara Casiccia, spesso coadiuvate dalla musicista e performer Angie Rottensteiner e dalla formatrice e filosofa specializzata in questioni di genere e risoluzione dei conflitti Sophie Brunodet.

BILOURA, infatti, in quanto collettivo artistico, interculturale, poliglotta e transdisciplinare, impegna diverse competenze, tutte rilevanti e utili alla piena riuscita del laboratorio.


ODI 2018 - Parigi


ODI 2015 - Italia

 

I partecipanti della prima sessione di "ODI" hanno elaborato le tragedie attraverso le quali sono passati mentre transitavano in Libia e sul Mar Mediterraneo al fine di trovare una vita migliore e più sicura in Europa. Essi non solo hanno trovato nella creatività gli strumenti per elaborare i loro vissuti, ma si sono anche presentati davanti al pubblico italiano come persone di talento, esprimendo soprattutto i loro desideri per il futuro.
Così facendo, essi hanno concretamente contribuito a scalfire il muro che separa italiani e migranti.

 

 

 

Il percorso artistico del gruppo è stato documentato dalla filosofa, regista e antropologa Sara Casiccia, la quale ha scelto "ODI" (prima sessione) come oggetto di tesi di Laurea Magistrale presso la facoltà di Antropologia dell'Università degli Studi di Torino. Il documentario è di per sé strumento prezioso e utilissimo alla sensibilizzazione di ampio pubblico internazionale, esso permette la diffusione di questo dialogo tra le culture avvenuto in campo artistico, diffusione quantomai importante nell'Europa di oggi, dove la questione della trasformazione dell'identità culturale occidentale è vissuta con ansia.